transiti

16 Luglio 2007 Nessun commento

Loro/Noi

27 Febbraio 2007 7 commenti


Mi dispiace per Prodi, davvero. Tutta la comprensiome possibile per chi soffre. Tanto più per chi soffre di disturbi emotivi. Della psiche. Dell’anima.
Berlusconi è acuto e scaltro quanto Prodi è tonto ed impacciato. Onesto nessuno dei due.
Prodi al senato oggi, mentre singhiozzando chiedeva l’ennesima carità/fiducia, sembrava indossare le orecchie da asino come nelle vignette di Forattini. Di fronte ad una platea che da destra a sinistra era unita nell’atto di deriderlo, ha recitato l’ennesima farsa. Avrà quel che vuole, perchè così fà comodo a tutti. I tempi non sono maturi per un rinnovo. Berlusconi tentenna, secondo me vuole scivolare dietro le quinte, stile Andreotti. Tutt’intorno è un casino da cui Casini sembra voler emergere con prepotenza. Comunque qualcuno l’aveva detto che sarebbe durato poco. E’ tutto scontato. Anche Prodi con gli attacchi di Panico. Vedo alla tele uno che parla in senato e sento una persona ansiosa,frustrata,umiliata,che pena!Come non essere solidali.
Bel teatro. Davvero. Cosa non si devono inventare per stare al passo con il grande fratello e fiction varie. Bravi.
Chissà cosa stanno covando veramente i nostri prestigiatori. Quale altro giochino ci stanno preparando. Magari una mega alleanza. Due soli schieramenti: Loro/Noi.

McTell

Dedicato a Patrick Stroppa

6 Febbraio 2007 10 commenti


A pà.
Tutto passa, il resto va.
E voglio vivere come i gigli nei campi,
come gli uccelli del cielo campare,
e voglio vivere come i gigli dei campi,
e sopra i gigli dei campi volare.

(frammento di un testo di De Gregori)

Oggi si è spento Patrick Indy Stroppa, un tumore al polmone con metastasi al cervello lo ha ucciso. Era un fumatore e questo nella testa dei salutisti farà credere che se la sia cercata. Sarà anche vero. Io nel mio piccolo posso dire che il Pat che ho conosciuto io ha cercato la vita fino all’ultimo respiro. Ho visto lampi di vita scaturire dai suoi occhi scuri anche quando, nel letto dell’ospedale, stentava a riconoscere suo figlio. Il mastino del Ticino era davvero affamato di vita e l’ha presa a morsi e a bocconi finchè ha potuto. Per quanto ne sò io si è divorato la vita nel rispetto della vita degli altri e questo basta a nutrire il profondo rispetto che io ho sempre avuto per lui. Il resto non conta tutto il resto non conta. Non ci sarà mai più un altro patrick indy stroppa nella mia vita e nemmeno nella vita di tutti i Ticinesi che lo hanno odiato e combattuto. Una voce libera e davvero fuori dal coro. Un’anima nobile che ora può finalmente volare sopra i confini, i muri e le barriere. Gli stessi muri che ha sempre preso a pugni con la forza delle sue parole.

Riferimenti: ola indy

Welby e Saddam

3 Gennaio 2007 6 commenti

Ciao a tutti, scrivo giusto due cose che ho bisogno di frullare meglio. Welby…Saddam, non so in quanti hanno associato le cose e non è importante anche perchè non ci sono delle vere e proprie analogie.
Però: a Welby hanno concesso di morire…giusto? Chi gli ha concesso la morte patirà le pene della legge e della gloria. Io non l?avrei mai fatto ma io non gli avrei mai neanche attaccato il tubo se è per questo. Il papa ha parlato di spegnimento naturale. Io sono d?accordo e penso che in un caso come questo, conoscendo l?evoluzione patologica, Welby stesso avrebbe dovuto poter scegliere prima, se essere tenuto o no, in vita da una macchina. Non so se la legge italiana concede o meno questo diritto, anche fosse è probabile che welby avrebbe accettato la terapia. Accettare di essere tenuto in vita da una macchina è l?ultima chance della vita?.giochi a dadi con il tuo cervello, e se perdi è giusto chiedere di poterti ritirare nel grande sonno. Tutto questo però cozza contro lo ?spegnimento naturale??.e allora forse? il Papa ci vuole dire che nemmeno lui avrebbe attaccato il tubo a welby?però è strano perché curare è umano e la chiesa non chiede di meglio che curare?allora forse il papa ha le idee confuse come me. Di naturale c?è ben poco o nulla dal momento in cui ingoi la tua prima aspirina. C?è tutto un mondo artificiale e chimico che ci chiede a gran voce di essere riconosciuto come vero e non virtuale.
Se io sono portatore di una patologia riconosciuta e sono ancora in grado di intendere e di volere (vedi welby) devo poter scegliere se essere curato con la medicina tradizionale o no, prima che la terapia intensiva stessa cominci. Se posso prendere questa decisione allora posso anche decidere di interromperla quando voglio. Questo è il mio punto di vista…almeno adesso che l?ho scritto e l?ho frullato un pò. Saddam invece la morte l?ha avuta in pena. Buffo pensare a due modi così diversi di intendere la morte?per qualcuno una grazia…per altri una pena. A pensarci, chi muore smette di soffrire. E allora che pena è? Come sempre a soffrire rimane chi rimane in vita. E adesso soffriremo anche di più considerando l?escalation terroristica che si scatenerà sull?onda del martire saddam.
Mi sarei sentito soddisfatto sapendo che Saddam stava in una galera dalla mattina alla sera a fare qualcosa che gli facesse sputare sangue. Avrei persino accettato un reality 24h/24h dove avrei pagato per vederlo magro come un chiodo a spaccare pietre 22 ore al giorno. Pane e acqua tutti i giorni e d?obbligo un filmino di due ore da vedere con le spille sulle palpebre, con i ritratti biografici delle vittime curde. Avrei pensato che giustizia era fatta.
La pena di morte fa schifo e non risolverà mai nulla nella vita di nessuno.
La vita è un dono fatto da chi…non si sa (così non si litiga). Assodato che è un dono dovremmo come minimo averne rispetto; se non per la propria di vita, almeno per quella degli altri.
+McTell

Oriana Fallaci

16 Settembre 2006 Nessun commento


«Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre.»

Oriana Fallaci

Ossessione Proibizione Repressione…

13 Settembre 2006 8 commenti


Repressione, proibizionismo, quanto sono leciti? Ma al di là del legittimo, quanto sono efficaci? Gli uomini con le stelle dicono che devono spaventare per evitare il peggio; dicono di farlo per il bene dei raga. Ho visto un vigile sbraitare addosso ad una ragazzina che urlava terrorizzata (sembrava più un cane ringhioso all’attacco) nella penombra di un parcheggio.Messa così viene da sputare addosso al vigile ma questo è solo un punto di vista. Il punto di vista di uno che guarda. La “Punto” del vigile invece ha un punto di vista diverso. Arrancava su e giù per i tornanti del Lario da più di mezzora per inseguire una ragazzina pazza che non si era fermata ad un normale controllo della polizia comunale (dichiarazione del vigile a gara conclusa: “sembrava Shumacher”!). Con lo scooterino si era data alla fuga. Lei guidava e il fidanzatino passeggero la aizzava a proseguire indicandole la strada per la sortita. Poi il ragazzino stupido (ecco a cosa servono i navigatori satellitari) la indirizza in una strada a fondo cieco.Peccato che l’ultimo spezzone della pellicola si è srotolato davanti agli occhi allibiti del sottoscritto e del fido Gambadilegno. 10 settembre, quartiere residenziale, grigliata di amici con relativi mogli, figli ed ex mogli (la mia). Ad un tratto si sente una sirena della polizia che sale per i tornanti del quartiere. La Punto della polizia urla di dolore facendosi quasi tutta la salita in prima a ottomila giri. Il bimbo di gambadilegno esclama: – gli sbirri!”. Io, gambadilegno e gli altri guardiamo fuori dal cancello.Facciamo appena in tempo a vedere il motorino in fuga mentre il ragazzino, girato a guardare il muso della punto che gli si faceva sempre più sotto, le gridava di correre. La fuga si conclude due tornanti dopo, in un parcheggio a fondo cieco che noi dal basso riuscivamo ad intravedere. Si sentivano solo le urla dei vigili (due) e della ragazzina che, davvero, urlava terrorizzata. Scatta qualcosa dentro lo stomaco di un padre che sente urlare di terrore un ragazzino o ragazzina qualunque. Io mi giro e chiedo all’amico padrone di casa se ha una telecamera ma gambadilegno è già partito di corsa sù per la salita. Ognuno reagisce a modo suo, lui ha scelto di intromettersi. Peccato che dopo mezzo chilometro di salita fatta di corsa è arrivato davanti alla scena che non aveva nemmeno il fiato per rispondere al vigile che gli chiedeva: -lei che vuole? Vada via, grrr azie. Intanto l’attenzione dei vigili si spostava sul personaggio gambadilegno che incurante degli inviti a sloggiare, nonostante sembrasse uno nel bel mezzo di una crisi asmatica trovava il fiato per rispondere: -Perché? Io guardo solo che cazzo state facendo. Non si può? Alla fine vengono richiesti i documenti di gambadilegno; non che questo sia un bene, perché i documenti di gambadilegno sono a disneyland e lui ha ancora un conto in sospeso con la legge. Però c’è da scommettere che i ragazzini dello scooter hanno tirato un fiato quando hanno visto apparire un testimone…seppur rantolante. Morale della favola: intorno alla scena si crea attenzione, chi dal balcone, chi di persona. Io stesso li ho raggiunti ed è nata una sorta di confronto in diretta tra cittadini e forze dell’ordine. Le forze dell’ordine sono persone, possono essere ragionevoli o possono essere arroganti teste di cazzo come lo era uno di quei due. Noi parlavamo con quello ragionevole. Era grosso, sudato da paura, gli tremavano le mani e si giustificava con gambadilegno, con me e con quello sul balcone, raccontandoci il fatto per intero. Chiedeva a noi cos’altro doveva fare se non inseguire e spaventare una coppia di “motociclisti” in fuga. In che altro modo doveva far capire loro l’importanza del rispetto del codice stradale? In che altro modo avrebbe potuto fermare quei due prima che si facessero davvero male? Secondo lui, era merito suo se li aveva fatti arrivare lì. Senza spingere troppo per evitare che si facessero male, li aveva guidati in qualche modo, in una strada a fondo cieco. Così dice. Alla fine gambadilegno ed io ce ne andiamo di soppiatto. I documenti non li volevano più. In compenso, il dibattito è poi proseguito a casa con gli amici e le mogli. Sono tutti incazzati perché dicono che “gamba” non doveva intervenire. Qualcuno trova giusto il metodo della polizia, qualcuno dice che non spetta alla polizia educare i ragazzi, qualcun altro ancora dice che spesso vale di più una strillata della polizia ed una serata in questura che mille raccomandazioni di una madre o di un padre. Io penso a Napoli, dove cortei di mamme incazzate a morte, fanno scappare la polizia quando la polizia vuole arrestare i loro figli. La cosa mi fà paura e mi fa anche un pò schifo. Ma penso anche che a Napoli un ragazzino qualsiasi prende 1000 euro al mese per fare anche soltanto il fattorino della camorra. A Napoli se le mamme non scendono in strada per far scappare la polizia, succede che la camorra si incazza con le mamme e per educarle meglio gli ammazzano i figli. Gli stessi figli che la polizia voleva arrestare. E’ un casino che si ripete da sempre; in ogni posto del mondo è uguale o peggiore. Essere giovani non è mai stato facile, ma nemmeno fare il genitore è mai stato facile. La realtà è che ci vuole esperienza per diventare giovani e spesso ci si sente più giovani a quarant’anni che a venti. Succede quando riusciamo a far danzare insieme la nostra saggezza e la nostra follia. Da qualche parte c’è un ex fuciliere svizzero che queste domande se le è poste parecchio tempo prima di me. Chissà se avrà voglia di scrivere due righe in proposito. Sicuramente ne ha già scritte mille che ho letto male, perché ho cercato una risposta e chi cerca una risposta non la trova mai (per forza.. la risposta soffia nel vento!). La verità su cosa è meglio e cosa è peggio, non esiste. Esistiamo noi: persone che al limite possono dare un esempio migliore di quello che ci danno le nostre autorità.

Missione di pace, l’italia che piace.

29 Agosto 2006 15 commenti


Sull?onda dell?entusiasmante Italia Campione del Mondo l?italia degli accattocomunisti che ci governa ha riscoperto il piacere di giocare alla guerra. Improvvisamente, mandare 3000 soldati in medio oriente è diventata una cosa meravigliosa, celebrata in pompa magna da tutti i tg di casa nostra. Manca solo la folla osannante e Prodi dal balconcino di piazza Venezia che sussurra: ?armiamoci e partite?ma non fatevi male e siate Buoni!?.
Se la stessa iniziativa l?avesse presa il vecchio governo a quest?ora i professionisti delle manifestazioni avrebbero già fermato l?Italia intera in segno di sdegno. Avrebbero dato alla cosa tutta un?altra piega, sicuramente nelle piazze d?Italia si sarebbero levati cori contro il nemico berlusconi che fà il lecchino con bush che è amico di Israele. Staremmo per andare a difendere un confine israeliano o almeno questo è quello che in tanti urlerebbero ai sette venti. Tutti i benefit indotti dagli interventi militari di pace e non (il prestigio internazionale, l?esaltazione del senso di patriottismo che ci rende tutti un po? più manovrabili, i Soldi, i soldi e non ultimi i soldi) sono cose irrilevanti di fronte alla bella italia che parte in missione di pace. Avete visto che belle navi da guerra che abbiamo? La clip dei ?transatlantici? grigi che salpano verso il libano ignoto sembrava estrapolata da un grande film americano. Mentre loro fanno minchiate al governo noi ci rincoglioniamo con le immagini della guerra buona, della pompa di benzina che diventa sempre più cara, con i risultati delle partite di calcio e tutto il marcio relativo, con le previsioni del tempo? ma quanto hanno rotto con le previsioni del tempo?
Dylan cantava: ?non serve l?uomo del meteo per sapere da che parte tira il vento!?.

Centro sinistra, centro destra, l?unico centro di cui posso ancora fidarmi è quello che ho in mezzo alle gambe?. Nessuno è capace di stare davanti al seno dello Stato senza mungerlo all?inverosimile e tantomeno il nostro attuale governo che sta facendo quello che avrebbe fatto l?altro ma nasconde tutto sotto le bandiere arcobaleno della pace.
Vado a nanna che domani devo lavorare e speriamo che la Guerra all?evasione fiscale del signor Visco-ministro non mi faccia chiudere bottega visto che secondo lui gli evasori da combattere sono in stragrande maggioranza artigiani e commercianti. Semmai dovessi ricevere la finanza mi piacerebbe che fosse per una ?missione di pace?.

McTell

Riferimenti: Non mollare Pat!

In Svizzera menano come Turchi

11 Giugno 2006 17 commenti


Questa è la storia di due bambini cresciuti insieme nella soleggiata svizzera verde. E? una storia vera, fin nei minimi dettagli? lo giuro su Moggi.
Uno è biondo, nato in Svizzera dalle ceneri di una cultura libertaria e controfascista. Ideali di uguaglianza imboccati insieme ai cereali tutte le mattine. Ideali di onestà e sincerità a tutti i costi. Merito anche del padre, un mitico opinionista effervescente che tuttora continua ad infastidire le menti bigotte e borghesi della peggiore svizzera che conosciamo.
L?altro bimbo non è Svizzero. E? Turco, espatriato con i genitori per ovvie esigenze di sopravvivenza. La Svizzera l?accoglie a braccia aperte. Sono due monelli il biondo e lo scuro. Crescono insieme e come tutti attraversano l?infanzia e l?adolescenza dividendo momenti di sana trasgressione e di calci tirati ad un pallone. Il Turco vien sù felice come una trottola, assaporando tutte le libertà che il Canton ticino gli permette di vivere, quando come tutti sappiamo, se fosse cresciuto in Turchia, avrebbe rischiato di essere arrestato anche solo per aver baciato la sua ragazza in un luogo pubblico.
La matassa si dipana e la vita li divide.
Il biondo cresce forte, ma gli ideali cominciano a pesare e ad infastidire le autorità che in men che non si dica minacciano di farlo arrestare per il possesso di pochi grammi di erba. La vicenda è ancora aperta, l?arresto non è ancora compiuto e speriamo non si compia mai. Fatto sta che il biondo rischia la galera per l?ipocrisia delle autorità (tutto il mondo è paese!) che un giorno decide di legalizzare l?erba e il giorno dopo cambia idea e comincia a denunciare ragazzini.
Anche il Turco cresce forte, ma la forza è di diversa natura. Chissà come e chissà perché decide di arruolarsi nella polizia cantonale.
Una sera il biondo e lo scuro si incontrano in un bar, il biondo era lì per sbaglio, visto che il locale era uno di quelli riservati agli svizzeri con la s minuscola, un locale dove la parola d?ordine è: ?apparire=essere?. Comunque, diciamo che passava di lì quando, come nelle storie più belle, incontra lo scuro che non vedeva da un pacco di tempo. Chiacchierano e ricordano tutte le cazzate fatte insieme, poi arriva il momento di raccontare l?attuale: ?tu che fai? come sei messo? con chi stai??
Il biondo è riservato, dopo tutti i guai passati con la polizia della sua terra natia, non ha più molta voglia di raccontare in giro che la sua vita è fatta di giornate vissute alla giornata, che il suo impegno è quello di vivere lasciando vivere. Tace e dice che tutto va bene.
Lo scuro però è diverso. E tronfio di sé e ci tiene a far sapere in giro che adesso è uno sbirro. Uno sbirro Svizzero!.
Le birre non si contano e il tronfio si allarga cominciando a raccontare il suo vissuto quotidiano.
Il vissuto di un poliziotto turco espatriato in svizzera è questo, e maledico chiunque non ci creda:
-?Deh! (tipico intercalare svizzero) ?ma sai che sballo stò lavoro, l?altro giorno ho fatto sanguinare il naso a almeno cinque tossici che abbiamo blindato al confine. Michia, è una figata. E gli africani? Ma sai come li concio sti negri del cazzo?!.
Mi hanno insegnato a menare senza lasciare segni, è meglio dell?lsd… ci godo come uno stambecco a riempirli di calci nello stomaco. Brutti bastardi, così s?imparano a venire qua a rompere il cazzo! Michia mi sento l?onnipotente, dai figa ma perché non vieni anche te?”

Il biondo tace, ma dentro gli si ribolle l?anima. Ormai è troppo adulto per non pensare che se vent?anni prima lo scuro avesse incontrato un poliziotto così, i suoi genitori sarebbero stati presi a calci nel culo e rispediti a marcire in Turchia. Però tace, perché ha imparato a tacere. Torna a casa con i coglioni sotto i piedi, si accende un joint e decide di mandare tutto a fanculo: lo scuro, la svizzera, la polizia. Vorrebbe accendere una miccia e lasciarla davanti al portoncino della polizia cantonale. Ma gli ideali urlano e soffocano la stessa stolta violenza di cui lo scuro sarebbe capace..
accende il pc e scrive un post.

Io l?ho letto; anch?io accenderei una miccia, ma sono troppi i portoncini da abbattere. Uno per uno non si finirebbe mai. Meglio scrivere, sperando che qualcun altro legga e che poi riscriva… e che qualcun altro legga e poi riscriva ecc ecc ecc ecc ecc ecc. Diffondete gente..se le parole hanno un potere tocca a noi dimostrarlo!

Amsterdam la città dei criceti

27 Maggio 2006 7 commenti


Ci sono arrivato di venerdì mattina, per la prima volta in vita mia. Ho noleggiato una bici rossa ed una per una ho attraversato tutte le 19 isolette che compongono la città sull’acqua.La città ha preso il nome dall’Amstel, uno dei canali che l’attraversano ed è universalmente nota come città della perdizione o della libertà (fasulla). Dove si può fumare non si può bere birra, dove puoi bere la birra non puoi fumare. Dove puoi trombare non puoi nè bere nè fumare. Elargire simili libertà costringe l’amministrazione a imporre queste restrizioni, nell’illusione di evitare l’uso associato della canapa con l’alcol (effettivamente l’uso combinato delle cose procura una maggior perdita dell’ autocontrollo). Altrettanto ingenuamente, sperano che dove si tromba, si debba essere lucidi come pesci, senza fumo e senza alcol. Se sei stolto può sembrare anche una buona soluzione per evitare casini. L’amministrazione è oltretutto molto rigida nelle strade, non puoi circolare con alcolici in mano e nemmeno con le canne in bocca. Ma se non sei stolto puoi capire che i limiti generano il sottosuolo dell’illegalità, favorendo la vendita abusiva delle cose in altre parole lo spaccio. Se sei un attimo sveglio puoi trovare tutto nello stesso posto: birra, alcol e donne:o). Così si arricchisce l’Amsterdam della malavita. Così i ragazzini si sentono al sicuro solo dentro queste gabbie di sballo, perchè se esci c’è la polizia che ti archivia e se sei sfigato ti mena. La mia bicicletta rossa mi ha spinto da un locale all’altro veloce come un il vento del nord, poi sono al telefono con mio figlio di sei anni. Fà la prima elementare, gli insegnano l’inglese e lui lo impara. Io cerco di studiarlo da vent’anni e sono ancora negato.
-Dove sei?
Ad amsterdam.
-Hamster? Dam?
Si.
-La città dei Criceti! allora!
No, perchè?
-Perchè criceto in inglese si dice hamster!
Ma guarda,…
improvvisamente mi sono sentito come i criceti di casa mia, quelli che i bambini torturano da sei mesi.
Mi sono sentito un criceto gigante che correva come un fesso stando sempre nella gabbia. Ma nella città dei criceti, uno s’è rotto i coglioni, ha aperto la gabbia e se n’è andato. Su una bici rossa a guardare il cielo di van gogh e a sentire l’aria fredda sulla faccia.
Riferimenti: passa da vincent

Siamo tutti Dottori, anzi Doctor!

16 Maggio 2006 11 commenti


Come accennato in uno dei miei primi post, sono titolare di una piccolissima impresa, ho una partita Iva e tutte le sfighe che ne conseguono…si perché di sfighe si tratta. Tra le tante, quella di essere riportato in centinaia di elenchi a disposizione di centinaia di organizzazioni (alla faccia della privacy) che ogni giorno mi assillano con spam di ogni tipo ma soprattutto con fax di ogni sorta. Uno dei Fax che ho ricevuto oggi merita di essere citato:
RITENIAMO FARLE COSA GRADITA INFORMANDOLA DELLA POSSIBILITA? DI OTTENERE LEGALMENTE IN TEMPI BREVI, TITOLI UNIVERSITARI AMERICANI.
PER VALORIZZARE LA SUA IMMAGINE DA OGGI E? POSSIBILE RICHIEDERE IL TITOLO ONORIFICO AMERICANO DI ?DOCTOR? (Dr.)! riservato a titolari d?azienda, professionisti, dirigenti, imprenditori e persone di rilievo?ovvero, aggiungo io, a chiunque possieda una Partita Iva o forse anche senza. In buona sostanza è strettamente riservato a cani e porci.
L?organizzazione in questione non si vergogna di scrivere che il tutto è possibile grazie al trattato di Amicizia fra Italia e Stati Uniti d?America, concluso a Roma il 2 Febbraio 1948!!! Tale trattato è stato reso esecutivo dalla LEGGE 18 GIUGNO 1949 n. 385. Il dottorato non ha nessun valore accademico o amministrativo ma potrà essere usato il titolo di Dr. in tutta la propria corrispondenza, biglietti da visita, targhe professionali e soprattutto aggiungono: potrà farsi chiamare con il titolo richiesto! Continuano specificando che ci sono ben sette università americane che possono rilasciare il suddetto titolo, con varie specializzazioni come: dottorato in marketing, economia, criminologia, ingegneria ecc, ecc. Il tutto, scrivono, senza sostenere alcun esame e senza sottrarre tempo prezioso al proprio lavoro con studi o spostamenti di qualsiasi tipo. Mi sembra un bell?esempio di come vanno le cose in Italia. Se capitate presso qualche professionista che per qualsiasi tipo di consultazione vi chiede una vagonata di euro facendosi forte del proprio diploma attaccato alla parete. abbiate l?accortezza di notare se è un diploma americano e se il titolo è quello di Doctor (e non di Dottore), perché a quel punto sappiate che anche voi con una minima spesa potete riceverlo direttamente a casa vostra. Per i più malfidenti (sono cinico ma sono sincero) potete trovare tutte le conferme del caso nel sito della suddetta associazione: www.cslsaporito.net. Avviso che nel sito si fingono molto più professionali e stanno anche più stringati mentre nei fax che inviano alle singole aziende le cose sono esposte dando l?idea della reale semplicità con cui è possibile ottenere il ?titolo?.

Dr. McTell:o)